Ci sono figure che non attraversano semplicemente la storia di una società sportiva: ne diventano parte viva, memoria, identità. Per l’Asd Tolmezzo Carnia Claudio “Lalo” Lomuscio è stato questo. Un presidente, un dirigente, un uomo di sport, ma soprattutto una persona capace di lasciare un segno profondo nella comunità rossoazzurra e nel calcio carnico.
La notizia della sua scomparsa addolora profondamente tutto l’ambiente del Tolmezzo Carnia. Lalo, classe 1951, aveva compiuto 75 anni lo scorso 18 giugno; da sempre legato ai colori rossoazzurri, con diversi ruoli e compiti, è stato per 12 anni alla guida della società, accompagnandola con passione, senso di responsabilità e attaccamento autentico ai colori sociali. Il suo nome resta legato a una stagione importante della vita del club, fatta di impegno quotidiano, presenza, relazioni, cura per le persone e attenzione particolare verso i giovani.
Alla presidenza del Tolmezzo Carnia ha dedicato energie, tempo e cuore. Nel 2018, al momento di lasciare la guida della società dopo dodici anni, aveva consegnato il testimone a Michele Ianich, con parole che raccontavano bene il suo modo di intendere il ruolo: non come semplice incarico dirigenziale, ma come servizio a una storia collettiva, a una tradizione sportiva e a una comunità.
Pochi mesi dopo, il club lo aveva nominato presidente onorario, riconoscendo così il valore del percorso compiuto e il legame rimasto vivo con la società. Una carica simbolica, ma profondamente significativa, perché Lalo aveva continuato a rappresentare una presenza autorevole e affettuosa per chi, dentro e fuori dal campo, si riconosceva nella storia del Tolmezzo.
Il suo nome è legato anche a uno dei momenti più importanti della memoria rossoazzurra: il Centenario della società. In quell’occasione, il Tolmezzo Carnia volle celebrare i cento anni di calcio nel capoluogo carnico con un libro dedicato alla propria storia, un lavoro che contribuì a raccogliere immagini, ricordi, volti e racconti di generazioni di calciatori, allenatori, dirigenti e sostenitori. Anche in quel progetto emerse la sensibilità di Lalo per la memoria sportiva: la consapevolezza che una società vive nel presente, ma cresce solo se sa custodire il proprio passato.
La sua passione per lo sport non si fermava al calcio. Claudio Lomuscio è stato anche figura conosciuta nel mondo dell’atletica leggera con la Libertas e dei motori con la Scuderia Carnia Corse. Ancora recentemente aveva contribuito, insieme a Paolo Pugnetti, alla pubblicazione di un volume dedicato alla storia dell’automobilismo sportivo in Carnia, confermando una volta di più il suo desiderio di raccogliere, ordinare e tramandare storie, volti, esperienze e passioni del territorio.
Per il Tolmezzo Carnia, però, Lalo resterà soprattutto il presidente che ha vissuto la società con dedizione sincera. Un uomo capace di unire generazioni diverse, di dialogare con dirigenti, tecnici, giocatori e tifosi, di portare dentro il club quella concretezza tipica della Carnia e, insieme, un forte senso di appartenenza.
Oggi la società perde un pezzo importante della propria storia. Ma ciò che Claudio “Lalo” Lomuscio ha rappresentato continuerà a restare nel patrimonio umano e sportivo dell’Asd Tolmezzo Carnia: nei ricordi di chi ha condiviso con lui stagioni, riunioni, partite, trasferte, serate di festa e momenti difficili; nei racconti di chi lo ha conosciuto; nell’esempio di chi ha saputo vivere lo sport come passione, servizio e comunità.
In questo momento di dolore, l’Asd Tolmezzo Carnia, con in testa il presidente Michele Ianich, il direttore generale Fausto Barburini e tutti i dirigenti, giocatori e sostenitori, si stringe con affetto alla famiglia di Claudio “Lalo” Lomuscio, esprimendo la propria vicinanza e il proprio abbraccio più sincero.
Mandi Lalo, grazie per tutto quello che hai dato ai colori rossoazzurri.





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